Le Pietre

25 Ottobre 2020 Off Di Laura Contoz

Mai sentito parlare delle pietre rotolanti? In un bacino desertico della California, c’è una valle dove le rocce si muovono da sole, non parlo di sassolini ma di massi, veri e propri!

Le pietre rotolanti
Racetrack Playa

Le loro scie sulla superficie della Racetrack Playa, un lago asciutto nel Parco Nazionale della Death Valley, hanno portato geologi esperti a interrogarsi per decenni, ma il mistero sembra essere risolto. Come fanno queste pietre a muoversi lasciando inequivocabili tracce del loro passaggio?

Circondata da colline rocciose, la Racetrack Playa è uno dei posti più secchi e più caldi del Nord America. Si trova nella Death Valley, a 1.100 metri sul livello del mare, e la sua superficie lunga 4,5 chilometri, è occupata da centinaia di rocce dal peso e dalle dimensioni differenti. Chiamate “pietre a vela”, per il loro movimento sulla sabbia, alcune hanno la grandezza di una palla da baseball, altre, invece, raggiungono i 300 chili, e le loro scie possono essere corte, lunghe o a zig zag. Un fenomeno davvero misterioso che, dopo diversi studi, nel 2004 ha finalmente trovato la sua spiegazione.

Racetrack Playa dall’alto

Alla fine dei primi anni cinquanta, i primi studi scientifici suggerivano, che a far muovere le rocce fossero dei vortici di sabbia, altri, invece, ritenevano che fossero dei venti paragonabili a un uragano, infine si è ipotizzata una tempesta.

Secondo un gruppo di geologi della Scripps Institution of Oceanography della California, capitanati da Richard Norris, a far muovere i massi, sarebbero alcuni strati di ghiaccio che si trovano al di sotto della superficie, che si formano quando piove e il letto del lago si riempie di acqua piovana.

Quando durante la notte le temperature si abbassano, l’acqua gela formando sulla sua superficie lastre di ghiaccio abbastanza sottili da poter galleggiare, ma allo stesso tempo abbastanza spesse per oltrepassare le rocce che incontrano.

Per capire meglio le dinamiche del fenomeno, nel 2011 , sono stati “infiltrato” nella Racetrack Playa 15 massi equipaggiati con unità GPS attivate dal movimento, monitorati costantemente da una stazione meteo ad alta risoluzione e telecamere.

Dopo un paio d’anni, nel dicembre 2013, mentre la Playa era coperta da circa 7 centimetri d’acqua, con lo strato superficiale ghiacciato, è successo qualcosa: in una bella giornata di sole, intorno a mezzogiorno, il ghiaccio ha iniziato a creparsi, producendo i classici rumori da “vetro rotto”. Poco dopo, le rocce hanno iniziato a muoversi, il ghiaccio si rompe da lastre a blocchi che vengono spostate dal vento attraverso il bacino e colpiscono le rocce facendole spostare sulla superficie, in quel momento fangosa.

A far muovere le “pietre a vela” sarebbe quindi una combinazione di ghiaccio, vento e sole. I massi, infatti, si muovono su una superficie con scarso attrito, ad una velocità di 3-5 metri al minuto, seguendo una traiettoria disegnata dal vento e dall’acqua sottostante. Perché il fenomeno avvenga, ovviamente, sono necessarie determinate condizioni climatiche che si verificano soltanto durante il periodo invernale.

Wall Street Journal

Estratto della pubblicazione della ricerca qui

https://youtu.be/uyHcs7B27Zk