Le api e gli altri insetti impollinatori

13 Settembre 2020 0 Di Laura Contoz

Negli ultimi anni la moria delle api e degli altri impollinatori, è aumentata, l’ovvia conseguenza è il calare della resa delle colture.

Farfalla

La diminuzione delle api e di altri impollinatori, in atto ormai da anni, in tutto il mondo, preoccupa moltissimo solo negli Stati Uniti, per esempio, le colture che dipendono da questi insetti, generano un fatturato da 50 miliardi di dollari all’anno, è evidente che un calo degli impollinatori, ha come conseguenza, un danno economico di svariati milioni di dollari!I ricercatori del dipartimento di ecologia e risorse naturali di una università, negli Stati Uniti hanno condotto uno studio sul campo, uno dei più grandi e hanno pubblicato i loro i risultati su proceeding of the royal society B: biological sciences .

Alveare su un ramo di albero

Gli scienziati hanno studiato alcune colture fruttifere, per un valore degli impollinatori selvatici che nel complesso supera 1,5 miliardi di dollari in in 131 fattorie, disseminate tra Stati Uniti e Canada, hanno messo poi relazione le loro rese con la presenza di api selvatiche e domestiche.

Prato fiorito

Come ci si aspettava, i raccolti risentono del calo delle api, di conseguenza, agire attivamente, per far star meglio gli impollinatori, per esempio, creando ambienti con più biodiversità vegetale per le api selvatiche e allevando più api domestiche, potrebbe migliorare la situazione, il contributo dei due tipi di api è più o meno lo stesso, questo significa che anche impollinazione programmate, con insetti diversi, potrebbero aiutare la situazione insomma delicata e complessa.

Esempio grafico di un tipico alveare

L’ EFSA, European food safely authority, sulla moria di api, nella sua ultima pubblicazione, mette in luce, l’inadeguatezza dei sistemi di studio attuali e la necessità di lavorare molto di più, su gli impollinatori e sulla crisi che gli sta decimando la revisione riguarda in particolare, i bombi, le api solitarie, quelle domestiche, relazione scritta vagliando, tutta la letteratura più recente e comprendendo i dati di numerosi apicoltori dell’Unione Europea, al fine di aggiornare le linee guide sui rischi di pesticidi per le api, come da mandato ricevuto dalla stessa Unione Europea.
I risultati, più significativi, riguardano le api mellifere, le differenze esistenti, nelle diverse gerarchia, all’interno degli alveari.

Il destino di un ape, 🐝 sembra dipendere in gran parte dal suo ruolo, fattore di cui finora non si era tenuto conto e che invece, secondo l’ EFSA, dovrebbe entrare a far parte delle nuove linee guida, dipende invece, in misura molto minore, da ciò che fa l’apicoltore che è un ruolo secondario, anche se non nullo.

Alveare in natura

Sulle api solitarie , invece i dati scarseggiano al punto che non è possibile dare indicazioni precise né tantomeno sfilare linee guida anche se il loro ruolo come confermato dallo studio dell’università e altrettanto importante rispetto a quelle api domestiche ai fini degli intagli nazione le lacune riscontrate più che altro fanno emergere la necessità di nuovi studi più ampi sistematici e di qualità che possano aiutare davvero inquadrare il fenomeno in relazione ai pesticidi Ma anche in generale fino a quando non saranno disponibili dati chiari e solido sarà difficile programmare interventi realmente efficaci.